Ricetta ed Abbinamenti:
Ingredienti per 4 porzioni: 400 g di patate; 400 g di formaggio fresco; 1 cipolla; sale.

Sbucciare e grattugiare le patate; farle cuocere in una padella antiaderente fino a ridurle in purea. A parte far soffriggere la cipolla in poco olio e quindi aggiungerla alle patate; unire il formaggio tagliato a cubetti lasciandolo amalgamare alle patate e alla cipolla. Rosolare molto bene il Frico da ambedue le parti e servirlo ben caldo, accompagnato a polenta scodellata o arrostita.
Il Frico è caratterizzato da intensi sentori olfattivi, da un deciso sapore, tendenza dolce, un po’ di grassezza, da discreta succulenza e da una gradevole e lunga persistenza gusto-olfattiva.Il vino in abbinamento è suggerito è bianco, maturo nel suo stato evolutivo, intenso all’olfatto, con sentori fruttati, floreali e note minerali, di corpo, abbastanza morbido, mediamente fresco e sapido, con retrogusto leggermente amarognolo, quale il Colli Orientali del Friuli Ribolla Gialla.

Storia e Notizie:
In Friuli-Venezia Giulia, da otto secoli, ricavare formaggi da un latte di prima qualità è una consuetudine. Le prime tracce di quest’arte, così raffinata, arrivata fino ai nostri giorni senza essere scalfita dal tempo, risalgono al 1200. Dal massiccio montagnoso del Montasio, terra di pascoli e d’ingegni, le tecniche di produzione si sono diffuse di malga in malga e nei villaggi di montagna. Di quella tradizione, oggi, è testimone il montasio e le tante ricette che, utilizzando questo formaggio, hanno contribuito alla sopravvivenza della debole economia contadina di montagna e oggi sono rilanciate, con successo, dalla ristorazione di qualità.
Ai ritmi odierni è difficile immaginare il significato di otto secoli, un tempo veramente lungo. Oggi, osservare fotografie scattate solo qualche anno fa, molte volte, non riusciamo a trattenere il sorriso. Abiti, acconciature, oggetti, tutto cambia ad un ritmo vorticoso e quello che solo pochi anni fa sembrava normale, oggigiorno appare stonato e fuori posto. Per fortuna non è sempre così, oggetti, cibi, modi di essere e consuetudini, che oltrepassano decenni, mode e che s’impongono nel tempo, diventando parte del codice genetico di una particolare zona.
Un’ulteriore conferma, se ancora fosse necessaria, del grande richiamo di scelte improntate alla semplicità, ma contraddistinte dal rigore della cultura contadina. È quasi un ritorno alle origini per deliziare consumatori che hanno già visto e assaggiato tutto. Utenti stanchi di mode passeggere che durano lo spazio di una stagione, nella gastronomia come nella moda, ma pronti a deliziarsi di fronte a sapori in cui emerge il vissuto di una terra e non solo l’ultima idea, in parte riuscita.
Il Frico friulano è uno di questi piatti, in Carnia si ottiene con il formaggio vecchio grattugiato e l’olio d’oliva. In altre versioni sposa patate a cubetti di montasio che, in padella, si amalgamano fino a formare una morbidissima delizia.

 

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