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E' stretta tra i celeberrimi prosciuttifici questa trattoria a conduzione
familiare. Anche dopo la recente ristrutturazione, un tipico fogolar
furlan è rimasto a scaldare l'ambiente in una delle due ampie sale da
pranzo. La cuoca, Dolores Bortoluzzi, prepara da vent'anni i piatti della
tradizione assecondando l'offerta stagionale di materie prime. In sala
Luca Zurro, giovanissimo figlio dei proprietari, assicura una crescente
attenzione alla proposta enologica, con una discreta carta di vini
friulani dai ricarichi onesti e alcune etichette nazionali, proposti
settimanalmente al calice.
Comincerete con prosciutto crudo di San Daniele, salame
all'aceto, trota affumicata con crostini caldi e burro. Tipici
la minestra di orzo e fagioli, gli gnocchi di zucca con burro fuso
e ricotta affumicata o di patate con trota salmonata, il tortino con
radicchio trevigiano, porro e speck o melanzane, il risotto con funghi
porcini, asparagi o trevigiano e salsiccia, i tortelli di patate e ricotta
o, in stagione, di carciofi. Tra i secondi, classico frico con patate e
cipolla, brovada e muset, coniglio disossato al forno, filetto di
maiale all'aceto balsamico, trota ai ferri, involtini di radicchio
trevigiano e carni alla griglia. D'inverno secondo tradizione, trippa e
baccalà. Alcuni formaggi non solo locali, accompagnati da miele e mostarda
e dolci casalinghi - torta di mele o nocciole e biscotti tipici con
Picolit - concludono felicemente l'abbondante pasto.
Tratto da: "Osterie d'Italia 2007"
Per maggiori informazioni:
Slowfood
Friuli
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