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Non basta sfoggiare il fogolar per potersi definire tipica osteria
friulana, e lo sa bene la famiglia Zurro, che a questo locale
recentemente ristrutturato ha saputo infondere un carattere tradizionale
fatto anche di cultura dell'accoglienza e attenzione alla stagionalità e
tipicità delle materie prime.
Il prosciutto crudo, anzitutto, scelto con certosina pazienza fra i
tanti prodotti di pregio della zona, ma anche l'offerta enologica,
curata dal giovane Luca, che privilegia il meglio delle etichette
friulane senza disdegnare qualche sconfinamento fra le altre zone più
vocate della penisola. Il tutto con ricarichi più che onesti e con la
possibilità di scegliere fra un'intelligente selezione settimanale di
proposte al calice. Ai fornelli Dolores Bortoluzzi propone con sapienza
un'accurata antologia del meglio della cucina friulana. Inizierete,
oltre che con l'immancabile prosciutto crudo, con la trota regina
servita con crostini al burro, il salame friulano fresco con la polenta,
i crostini con patè di fagiano. Fra i primi si segnalano la minestra di
riso, la terrina di patate e asparagi, gli gnocchi di spinaci, i
riccioli di pasta alla San Daniele. Tra i secondi, l'ottimo frico con
patate e cipolla, il filetto di trota ai ferri, la paletta di vitello al
forno, il musetto con la brovada e un'ampia scelta di carni grigliate
sia di manzo sia di maiale. Nei mesi invernali non mancano mai le trippe
e il baccalà.
Per concludere c'è una buona scelta di formaggi e dolci: bavaresi,
crostate, strudel e biscottini
serviti con il Picolit o il Ramandolo.
Tratto da: "Osterie d'Italia 2008"
Per maggiori informazioni:
Slowfood
Friuli
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