Da Catine 1968

Siamo nel lontano 1884 e Petoello Pietro, con la consorte Regina e cinque figli, su un carretto stipato con misere masserizie e trainato da un asino, parte da S.Giovanni di Casarsa per approdare in quel di Aonedis, come fittavolo dei Signori Mareschi.
Con grandi sacrifici e lavorando senza tregua, nei primi anni nel 1900 riesce a riscattare la casa (adibita più a stalla che abitazione) con una decina di campi.
Nel 1911 Zaneto Sandri con la moglie Maria ed i figli (Caterina, Pietro e Giacomo) provenienti da Lovea in comune di Arta Terme comprano (sempre dai Signori Mareschi) la casa confinante. Col passare degli anni, complici le corti adiacenti, tra Caterina e Raffaele cupido fa la sua parte. Raffaele, come militare di leva, partecipa alla campagna di Libia.
Nel 1915 viene richiamato per la Iª Guerra Mondiale ed è tra i primi feriti in battaglia; passa un breve periodo in ospedale e successivamente viene riconosciuto invalido ed inviato a casa. Appena terminata la guerra gli innamorati coronano il loro sogno e nel 1919 nasce Regina. A quei tempi non si parlava di pensioni di guerra ma a Raffaele, come ricompensa, viene assegnata la licenza di “Osteria – Alimentari” e “Rivendita Tabacchi”.
Nel 1923 manca Pietro e con la successione la casa viene ripartita tra i figli maschi.
Nel 1926 nasce Anna Maria (chiamata poi, per comodità, Anita).
Siamo nel 1929, la frazione di Aonedis faceva parte del comune di Ragogna e, artefice sempre Zaneto, con un Referendum ottiene di passare al comune di San Daniele del Friuli, molto più comodo in tutti i sensi. Come ricompensa immediata viene portata l’acqua corrente con tre rubinetti e relativa vasca (Laip) uno per ogni borgo (Borgo di Là – Borgo di Mezzo – Borgo di Qua). Viene insediata anche la scuola (cinque classi con un solo Maestro). Poi per motivi economici, viene abolita e le elementari venivano frequentate nella vicina Villanova. Gli anni passano lavorando con tanti sacrifici la campagna e la piccola attività commerciale. Nell’Ottobre del 1931 “la tragedia”, con una peritonite in soli cinque giorni, manca Raffaele. Il tempo passa e siamo alla IIª Guerra Mondiale, con l’invasione dei Tedeschi, dei Cosacchi e l’insediamento dei Partigiani (vedi storia).
Nel frattempo Anita, dopo essersi diplomata in Ragioneria allo Zanon di Udine, viene assunta come impiegata ma nel frattempo dà sempre una mano in casa.
Nel 1945, appena finita la Guerra, Regina sposa un giovane del paese Giovanni Zurro.

Nel 1947 nasce Raffaele. Inesorabile il tempo passa; il locale piano piano incomincia a farsi un nome, tanto che sempre più spesso si sente dire “Anin la di Catine”.
Si inizia così ad offrire alla clientela i primi “spuntini” (a base soprattutto di frittate, frico e salame all’aceto). Nel frattempo gli eredi di Leone e Maurizio vendono le loro porzioni di casa e così l’ambiente viene di mano in mano sistemato dietro le nuove esigenze.
Arriviamo al 1972 e Raffaele convola a nozze con una bella ragazza di Villanova: Nella.
L’anno successivo nasce Caterina; il tempo passa e siamo al 6 Maggio 1976 “Il Terremoto” che cambia radicalmente le abitudini ed il modo di vivere dei friulani.
Il Locale viene seriamente lesionato ma non completamente impraticabile e, alla meno peggio si tira avanti fino a Luglio. In Agosto iniziano i lavori di consolidamento e ristrutturazione. A tempi di record i primi di Novembre il piano di lavoro è già funzionante, merito della ricostruzione e dell’insediamento della vicina area dei prosciuttifici; il lavoro incomincia alla grande in quanto nella zona erano rimasti pochi ambienti agibili e gli operai avevano bisogno di un adeguato ristoro. Per tale motivo nella ricorrenza del 25° anno dal Terremoto, è stato conferito dalla Camera di Commercio di Udine il riconoscimento di “Osteria dell’Anno”. Gran parte dei ricavi si utilizzarono sempre per apportare qualche miglioria cercando di rendere l’ambiente sempre più funzionale ed accogliente.
Nel 1983 nasce Luca ed arriviamo al 2000. Il cugino Enzo, ultimo erede del ramo Bovetto, per un male incurabile a soli 54 anni ci lascia; la sorella che abita in Francia decide di vendere e la “Corte” così viene nuovamente unificata. Il resto è storia recente, con la nuova radicale sistemazione ed ampliamento del Locale.

Anna Maria Petoello

Aonedis Otto D'Angelo